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Si è rivelata decisamente azzeccata la scelta di proporre degli incontri monografici dedicati ai grandi vitigni, visto il costante affollamento della sede di via Giulio.
Anche la serata del 15 aprile dedicata al gewürztraminer non è sfuggita a questa regola, registrando il solito “tutto esaurito”, a dimostrazione della popolarità di cui gode e dell’interesse che suscita questo vitigno.
Le origini del gewürztraminer sono contraddittorie: se notizie risalenti all’anno 1000 – successivamente confermate nel 1349 da Konrad Megenberg, decano del duomo di Regensburg, e nel 1876 dell'ampelografo Goethe – la lo vogliono presente a Termeno come mutazione dell’uva tramin (originariamente non aromatica), il Rovasenda nel 1877 e il Galet alla fine del 1900 lo collocano in Alsazia; il Bonner invece, nei suoi studi del 1857, identifica la zona del Reno come originaria di questo vitigno.
Di sicuro è che il gewürztraminer presenta un grappolo piccolo, tozzo e compatto, con acino medio e leggermente allungato e buccia spessa e pruinosa, dal colore che varia dal grigio al rosso bruno. E’ un’uva di media vigoria, con produzione scarsa ma costante, caratterizzata da bassa acidità ed elevato contenuto zuccherino, che da origine a vini piuttosto alcolici e discretamente longevi.
E’ un’uva difficile da coltivare perché presenta una gemmazione precoce e una lenta maturazione. I risultati migliori li regala nelle zone a clima freddo, che consentono una maturazione lenta e adeguata. Per la sua scarsa acidità, non viene quasi mai svolta la malo lattica e la vinificazione e affinamento sono generalmente svolte in acciaio, per preservare il corredo aromatico. Viene spesso utilizzato anche produrre vini da vendemmie tardive.
In Italia la produzione di gewürztraminer è concentrata nel Nordest (Alto Adige, Friuli e Trentino) e trova nella zona di Termeno l’habitat ideale, con quasi 400 ettari dedicati, su terreni argilloso-calcarei, sottosuolo ghiaioso e altitudini che vanno dai 200 ai 300 metri slm.
In Europa si ha la presenza di gewürztraminer in molti paesi, ma sono Germania (prevalentemente nella zone di Baden e del Palatinato) e soprattutto la Francia a offrire le versioni più convincenti e apprezzate, tutte provenienti dalla regione dell’Alsazia.
Lungo i 97 chilometri di vigneti compresi fra i Vosgi e il Reno, l’Alsazia produce altre un milione di ettolitri di vino, di cui quasi il 20% è rappresentato dal gewürztraminer. E’ impossibile fare una classificazione dei terreni, visto che la loro composizione è quanto mai eterogenea e spazia da detriti alluvionali alle sabbie, dai graniti all’argilla agli scisti…
Fuori dal Vecchio Continente troviamo il gewürztraminer negli USA (specialmente negli stati settentrionali di Washington e dell’Oregon), in Australia (nello stato di Victoria e in Tasmania) e Nuova Zelanda, in Cile (zona del Bío- Bío) e in Israele.
Otto i campioni degustati, forse tra le massime espressioni di questo vitigno.
Alto Adige Gewürztraminer Kolbenhof 2008 Hofstätter (15%)
Paglierino con guizzi dorati. Naso elegante di pesca bianca, mango, litchi, rosa gialla, cannella; note minerali di magnesie e pietra focaia. Lungo e dalla notevole progressione, presenta un’ottima corrispondenza gusto-olfattiva.
Alsace Gewürztraminer Cuvée Signeurs 2000 Trimbach (13,5%)
Già il colore dice che ci troviamo di fronte a una diversa interpretazione del vitigno, non solo per la maggiore età del campione. Il giallo dorato prelude a un naso opulento di rosa, litchi, frutta esotica e candita, un’evidente vena minerale. Vino dalla spiccata sapidità e dalla notevole struttura, quasi masticabile.
Golan Gewürztraminer 2007 Yarden (14%)
L’”intruso” della batteria, subito scoperto per via di un colore decisamente scarico e un naso tutto sommato chiuso e poco espresso. Tipici i sentori di rosa, accompagnati da note di miele, fiori d’acacia, sbuffi minerali. In bocca presenta buona freschezza e sapidità, anche se la chiusura è leggermente amarognola.
Alto Adige Gewürztraminer Lunare 2007 Cantina di Terlano (14,5%)
Paglierino. Il naso fa della finezza la sua carta vincente: rosa, ginestra, pesca gialla, zenzero, miele, erbe aromatiche, la notevole mineralità che rappresenta il marchio di fabbrica dell’azienda. La bocca è caratterizzata da una notevole sapidità e da un finale pieno, lungo, coerente e avvolgente.
Alsace Gewürztraminer Wintzenheim 2005 Zind Humbrecht (14,5%)
Sicuramente il campione dalla colorazione più intesa, giallo dorato senza compromessi. Naso intenso di frutta matura e candita ma anche dai sentori tipici di rosa e litchi; a seguire miele e note minerali di grafite e pietra focaia. In bocca si presenta di buona massa, caldo e dalla decisa vena sapida; il finale è lungo sebbene leggermente ammandorlato.
Rheinhessen Gewurztraminer Spatlese 2008 Manz (14%)
E’ stato il campione che ha spiazzato un po’ tutti, decisamente fuori standard rispetto agli altri vini degustati. Naso fine e poco aromatico, caratterizzato da note agrumate (bergamotto), sentori di rosa e una tenue nota vegetale. Nonostante si tratti di uno Spatlese il vino si presenta decisamente secco e quasi esile, decisamente sapido e con una spiccata acidità.
Alsace Gewürztraminer Vendage Tardive 1998 Hugel (14%, in magnum)
Giallo dorato paradigmatico. Al naso una leggera nota sulfurea che svanisce quasi subito per liberare sentori di frutta matura, miele, nocciola, fico, frutta secca, note balsamiche e di grafite. Bocca calda e sontuosa, sorretta da una discreta vena acida.
Alto Adige Gewürztraminer Terminum Vendemmia Tardiva 2007 Cantina di Termeno (10%)
Giallo dorato. Naso tipico di pesca e rosa, a cui fanno seguito sensazioni quasi caramellate, di miele, frutta matura, mela cotogna. La pur buona freschezza non riesce a sorreggere completamente la dolcezza decisamente elevata che rende il vino quasi stucchevole e non invita a troppi riassaggi.
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