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Breve introduzione geografica: siamo tra la valle Sesia e il lago d’Orta, in provincia di Novara, in un pugno di cinque piccoli comuni di cui Boca è il principale e l’unico interamente contemplato; gli altri quattro (Cavallirio, Grignasco, Maggiora e Prato Sesia) sono compresi parzialmente ma non per questo in modo meno significativo. Questa piccola zona del Nord Piemonte è Boca, così come la DOC riconosciuta nel 1969 ne circoscrive i confini.
Detto questo vale la pena spendere la prima puntualizzazione: Boca è soprattutto un terroir, una piccola grande anima dell’enologia italiana capace di distinguersi per nerbo e tipicità come poche altre. Suolo di origine vulcanica, venato da scaglie porfiriche di colore rosa, da sabbie drenanti, arido e acido, è tuttavia in grado di dare vita a vini che giocano sulla sottigliezza, sulla mineralità, su sentori a tratti selvaggi ma di classe proprio perché autentiche espressioni di un terroir.
AIS Torino intesse da tempo un rapporto molto stretto con i vini di Boca, allestendo sovente eventi che focalizzino l’attenzione degli appassionati e degli operatori del settore vinicolo sui Nebbioli dell’Alto Piemonte, prima fra tutti la rassegna annuale di Villa Sassi.
Nell’ambito della rassegna Vinum 2009 si è presentata invece l’occasione di poter prendere parte a una degustazione trasversale di Boca provenienti da quattro aziende vinicole diverse, con la presenza dei produttori Christoph Künzli ed Elena Conti.
Seconda puntualizzazione: da una stessa matrice territoriale possono prendere vita vini di personalità differente e definita, senza per questo allontanarsi dall’appartenenza d’origine. Questa degustazione ne è stata la felice conferma.
AZIENDA AGRICOLA LE PIANE – BOCA BARRAGGIA (NO)
Cinque i vini in degustazione, dei quali i due più giovani facenti parte dell’era Künzli e gli altri tre messi a maturare in botte grande da Antonio Cerri e lì trovati da Christoph quando prese in mano le redini dell’azienda. Imbottigliati da quest’ultimo nel 1995, vantano pertanto una permanenza in legno che va dai 4 ai 10 anni. La scuola di Cerri, fatta di selezioni in vigna e lunghi invecchiamenti, vive ancora oggi nel lavoro di Christoph, con la sostanziale variante costituita da una pulizia di cantina di stampo più moderno. Il Boca Le Piane matura per tre anni in botte e si compone di un 85% di Nebbiolo e 15% di Vespolina: “In teoria sarei fuorilegge”, ci scherza su Christoph. “Il minimo di Vespolina previsto dal disciplinare è 20%. Ma volendo, appunto, si può fare di meglio...”
Boca DOC 2005
Rosso granato luminoso. Il naso è intenso e di immediata complessità: confettura di prugna e arancia rossa macerata, sentori speziati di pepe nero, variegature animali, mineralità ematica di ruggine. In bocca ha un approccio distinto da freschezza e sapidità ben contrapposte alle componenti morbide, la trama tannica è fine e stuzzicante. Non lascia indifferenti il finale di olive greche in salamoia, che regala una scia mediterranea e persistente. Annata che nell’ultima parte della stagione è stata piuttosto piovosa, ma che ha pregiudicato solo in minima parte l’ampiezza organolettica che questo vino ha nel suo potenziale.
Boca DOC 2004
Rosso granato di discreta intensità, consistenza da lacrima lenta, esprime un bouquet dai toni cupi e virili di brace e foglia di tabacco, composta di frutta rossa, limatura di ferro e polvere da sparo. Una santabarbara olfattiva... Durante la permanenza nel bicchiere si fa largo un fresco sentore agrumato di pompelmo che conferisce al naso ulteriore eleganza e ne ingentilisce in parte il profilo.All’assaggio è di una bevibilità assoluta, intima sinergia tra freschezza acida, tannini perfettamente metabolizzati, sapidità vagamente sulfurea. Persistente, armonico, scia di chiusura che dopo lievi sentori di oliva greca volge decisamente sulla marasca matura e la confettura di prugne. Boca DOC 1991Vino di colore granato con sfumature aranciate, evidente la consistenza lungo le pareti del calice. Limpido e di bel riflesso. È il primo Cerri “dimenticato in botte” e non nascondo la curiosità nell’avvicinare il naso al bicchiere. Pompelmo, erbe balsamiche, sentori minerali di ruggine miscelati con una fine speziatura di coriandolo e pepe bianco. In bocca la freschezza è intatta, i tannini asciugano immediatamente, la morbidezza e la spalla alcolica segnano un poco il passo, ma la persistenza gusto-olfattiva è presente e netta, nella sua fresca chiusura di arancia rossa matura e tamarindo.Nonostante le contingenze particolari e la relativa trascuratezza in cantina nelle quali questo vino si è affinato, seppure in un quadro organolettico più contenuto rispecchia per filo e per segno le caratteristiche precipue del Boca, dimostrando una bevibilità ancora assolutamente gradevole e coinvolgente.
Boca DOC 1989
Il colore è rosso aranciato, leggermente velato, naso polveroso di cipria e borotalco, sentori olfattivi che virano decisamente su toni dolci di miele e cera d’api, zenzero e noce moscata.In bocca denota una certa scompostezza, con un’acidità prevaricante che perdura anche nella chiusura retronasale di gamma agrumata. Piacevole la scorza di cedro del finale, quasi un colpo di coda di quel giovane vino che fu travasato in botte per rimanerci sei anni.
Boca DOC 1985
Colore granato che sfuma verso l’aranciato, di buona limpidezza e trasparenza. Il naso è un festival dei sentori terziari: profumi ombrosi di sottobosco, fungo, cuoio ed effluvi sapidi di glutammato. Che lo si voglia credere o meno, in bocca ha un equilibrio da applauso, dai sentori misurati, senza eccessi o sbavature. È pulito, pulisce e si fa bere con assoluta e piacevole naturalezza. A fare i conti precisi sono dieci anni di botte e quattordici in bottiglia. Che dire: bentornato fra noi!
CANTINE DEL CASTELLO CONTI – MAGGIORA (NO)
Le sorelle Conti adottano macerazioni di 2-3 settimane, malolattica a temperatura controllata e maturazione in tonneau non nuovi per circa tre anni. Affinamento in acciaio e quindi in bottiglia. Nel nome del rispetto e della pazienza. La composizione delle uve prevede, oltre al Nebbiolo, un 20% di Vespolina e una minima parte variabile di Uva rara.
Boca DOC Il Rosso delle Donne 2004
Colore rosso granato con sfumature aranciate, trasparente, di bel riflesso. Al naso propone sentori dolci, polvere fine di cipria e polline, cioccolato al latte, noce moscata, sentori di menta ed eucalipto che ne ampliano il registro olfattivo, declinandone indiscutibilmente le proprietà al femminile. Note un poco più virili a carico della mineralità, con selce e pietra calcarea in discreta ed elegante evidenza.In bocca il vino gioca sull’equilibrio, che è quasi perfetto, freschezza e tannino sugli scudi. Sulla buona strada per definire in maniera più precisa le sue componenti morbide. La chiusura sprizza vivacità grazie a un finale agrumato e sgrassante.Merita una nota il secondo naso, in cui l’anima più insofferente del Boca viene fuori con note di caffè tostato e sentori ematici e carnosi. Mai dare le donne per scontate...
Boca DOC 1993
Rosso granato che sfuma verso l’aranciato, di bella limpidezza. Naso che oscilla tra sentori mielati e variazioni vegetali di salamoia ed erbe officinali per svoltare inaspettatamente, dopo qualche minuto nel bicchiere, verso la pesca ripiena, la nocciola tostata e la piccola pasticceria.In bocca ha un impatto giovanile, di vivida freschezza e sapidità, il frutto si affaccia delicatamente per poi sprigionarsi nel finale in un blend di miele di tarassaco e pompelmo rosa maturo. Da apprezzare nel complesso l’equilibrio gustativo di fondo.
Boca DOC 1985
Vino di colore rosso granato tendente all’aranciato, lacrime lente e archetti fitti a delinearne la consistenza. Naso che colpisce innanzitutto per una netta mineralità e un velo etereo che lentamente lascia il posto alla scorza d’agrume candita e al tabacco dolce da pipa, delineandone il carattere aristocratico.In bocca esprime un’avvolgente morbidezza, tannini maturi, freschezza ancora ben presente a puntellare la struttura signorile espressa all’olfatto. Il finale è balsamico, netto, pulito.A volerlo antropomorfizzare lo paragonerei a una giovane nobildonna di campagna. Anche in questo caso il 1985 ha regalato piacevoli sorprese.
ANTICO BORGO DEI CAVALLI – CAVALLIRIO (NO)
Azienda condotta da Sergio Barbaglia, uno dei primi enologi presenti nella zona di Boca e dalla figlia Silvia, tra l’altro sommelier AIS. Fondata da Mario Barbaglia nel 1946, l’azienda oggi produce circa 20.000 bottiglie di cui 4000 di Boca DOC, da terreni molto variegati morfologicamente e ricchi di sedimenti. La composizione delle uve vede un 70% di Nebbiolo, 25% di Vespolina e 5% di Uva rara.
Boca DOC 2004
Colore rosso rubino tendente al granato, dall’aspetto giovane se confrontato con i precedenti vini descritti. Il naso esprime un frutto piuttosto netto e polposo che ricorda la ciliegia matura e la confettura di lampone, insieme a tenui sentori floreali di viola e un fondo etereo di smalto che conferisce potenza all’interno di un quadro olfattivo piuttosto accondiscendente.Corrispondenza naso-bocca confermata dal frutto polposo e dalla morbidezza che esalta la struttura muscolare del vino, con un approccio gustativo diretto, che avvolge all’istante concedendosi una gradevole chiusura ammandorlata. Un vino che si discosta dai precedenti in maniera più netta, vuoi per volontà produttiva, vuoi per caratteristiche territoriali.Duemilavini 2009: tre grappoli.
TENUTE DEL BOCA – BOCA (NO)
Azienda agricola di Massimo Zonca che ha mosso i primi passi nel 2001. Meno di un ettaro di terreno per circa 2000 bottiglie prodotte, di cui 800 di Boca DOC. Maturazione in legno piccolo e utilizzo di un 25% di Vespolina.
Boca DOC 2004
Colore rosso granato intenso, buona consistenza, di estrazione decisa. Al naso è corposo, frutta rossa matura a tutta polpa che si chiude verso sentori più vicini alla confettura di ciliegia, sottile speziatura e scie balsamiche che conferiscono fresca eleganza senza eccedere. Anche all’assaggio domina la marasca, la prugna matura, quasi da masticare, senza picchi sensoriali ma confermandosi nella morbida rotondità.Di profilo relativamente complesso, è forse il vino che meno riconduce al terroir di Boca. Sarebbe interessante assaggiarlo fra un anno o due.
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