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| Seminario Borgogna: i vini degustati |
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Il resoconto di quanto degustato nelle prime due serate del seminario sulla Borgogna.
Prima serata - Chablis e zone minori Bourgogne Aligoté 2006 Arnaud Ente - L’Aligoté è un vitigno che “apparentemente” da buoni risultati. Ha una buona acidità che lo rende gradevole come aperitivo ma non riesce a dare struttura al vino. L’azienda è abbastanza piccola, solo quattro ettari di vigneto, è un giovane che l’ha fondata nel 1992. Questo vino è stato prodotto in 1095 bottiglie e 14 Magnum. Vino senza una grande dimensione ma piacevole, con caratteri di Borgogna. Naso molto fresco con classiche note di frutta bianca, molto acuto, con tendenze agrumate. Bocca piacevole, buona ricchezza e struttura senza avere una lunghezza enorme. Vino biodinamico, non filtrato.
Macon-Verzé 2007 Domaine Leflaive - Azienda molto importante a Puligny, fondata nel ‘700; questo è un nuovo investimento, nove ettari, in una zona completamente nuova. Vino da un rapporto qualità prezzo notevole. Bella ricchezza e struttura, colore paglierino con riflessi verdolini, naso più espressivo e aperto del precedente, sensazioni speziate (anche leggermente legate al rovere), sentori di pietra focaia (pierre à fusil), agrumi (pompelmo, cedro). Un naso che comunica una certa potenza, in bocca è ricco, bella la struttura. Molto elegante e pulito, sapido e persistente.
Pouilly Fuissé Vielle vignes 2005 Chateau Fuissé - Azienda importante, una delle più prestigiose. E’ un vino che ha già una certa evoluzione, un bouquet piuttosto espressivo, molto elegante con sensazioni complesse, fragranti (brioche, crosta di pane) e minerali. Bocca elegante, piacevole, molto preciso sul finale e lungo.
Chablis - Vino dal nome “magico”, conosciuto in tutto il mondo, lo Chablis è il vino che vanta il maggior numero di imitazioni. E’ questa una zona particolare, fredda (molto a Nord) con un suolo particolarissimo, formato da conchiglie fossili risalenti al Giurassico e che hanno formato uno strato chiamato Kimmeridge. E’ un terreno che da al vino una mineralità e un profumo unico, una sapidità molto forte che contraddistingue i vini di Chablis. E’ un vino duro, acido ma senza essere spigoloso. Di carattere. E’ il terreno che accumula calore e lo restituisce che consente alla vite di maturare. La zona ha quattro appellation: Petit Chablis, Chablis (la produzione di maggiore quantità), Premiére cru (17 climat, 79 vigneti) e Grand Cru (1 climat con 7 vigneti, uno vicino all’altro in un'unica zona molto ricca di Kimmeridge: Blanchot, Bougros, Les Clos, Grenouilles, Valmur, Vaudesir, Les Preuses )
Chablis Premiére cru Fourchaume William Fevre 2007 - E’ l’azienda che ha la più grossa proprietà di Grand Cru in Chablis. Ha una filosofia produttiva legata all’eleganza e alla distinzione dei grand cru. Profumi vegetali, floreali, molto freschi dall’erba appena falciata ai fiori, pietra focaia, selce e note fruttate (pera, mela, lytchi). Sensazioni retro olfattive un po’verdi, fossili, caratteristiche dello Chablis.
Chablis Grand cru Les Clos 2006 Joseph Drouhin (négociant a Beaune) - Filosofia produttiva molto diversa. Les Clos è uno dei Grand cru più generosi. Si sente meno la parte floreale a scapito di una maggiore dimensione, sì note fruttate e floreali ma con sentori maggiormente legati all’affinamento in rovere, vanigliati, speziati con sottofondi di pompelmo. In bocca è ricco e potente, decisamente di struttura con buona lunghezza pur sempre rimanendo piacevolmente elegante.
Chablis Grand cru Chateau Grenouilles 2006 La Chablisienne - Un'altra impostazione, tostatura abbastanza massiccia all’inizio con evoluzione verso note fruttate, biscottate, vanigliate, caramella mou e uno sfondo agrumato. Bocca importante, equilibrato, grasso, mineralità eccellente e chiusura precisa. Cresce nel bicchiere con il passare del tempo.
Macon Village Domaine de la Bongran Botrytis 2001 JeanThevenet - Chardonnay botritizzato del Maconnaise. Note classiche di zafferano, spezie. In bocca buona freschezza a sostegno, discretamente lungo.
Seconda serata – La Cote de Beaune Chassagne Montrachet Premiére cru Les Caillerettes 2006 Domaine Amiot Guy et Fils - L’azienda non è molto grande ma di gran qualità. Hanno un negozio a Parigi e sono famosi per la vendita ai privati. Buono il rapporto qualità prezzo. Sensazioni olfattive molto fine ed eleganti, segnate da frutta, spezie, nocciola, mandorla, frutta secca, agrumi e classica mineralità che distingue i vini della Cote de Beaune. Bocca ricca e importante, decisamente strutturata, persistente con un finale speziato.
Mersault Premiére cru Les Charmes 2004 Henri Boillot - Azienda nata nel 1856, biodinamica ma non certificata. Profumo spettacolare con sensazione finissima a tratti indecifrabile, dalla mandorla alla crema pasticciera, burro fuso, pietra, fumo. Maggiore freschezza e sapidità in bocca, meno grasso del vino precedente e più scorrevole.
Puligny Montrachet Premiére cru Les Folatiéres 2006 Etienne Sauzet - Azienda tra le più importanti, dal 1903. Vino molto fine ed elegante nella sua precisione olfattiva, caratteristica di Puligny (mentre Chassagne è più imponente). Al momento molto giovane, naso un po’ ingessato, non esprime le reali qualità del vino. Criomacerazione e fermentazione in barrique, dodici mesi sui lieviti con batonnage. Vino molto equilibrato e curato nei particolari.
Chassagne Montrachet Premiére cru Morgeot Domaine Ramonet - Molto diverso dal precedente, azienda fondata nel 1920, con
Corton Charlemagne Grand cru 1994 Bonneau de Martray - Undici ettari e 55000 bottiglie prodotte da questa azienda. Sedici anni di vita, vino comunque giovanissimo: caratteristica dei Corton la longevità: solo nel tempo riescono ad esprimere grandi complessità. Meno espressione olfattiva rispetto al precedente ma elegante e legata ai fiori d’acacia, frutta, mandorla, panna acida. Bocca molto tesa, vibrante.
Chevalier Montrachet Grand cru Les Demoiselles 1991 Louis Jadot (négociant a Beaune) - In grande forma, colore tendente al dorato. Naso caratteristico da grand cru maturo: melange di sensazioni che vanno dal burro fuso al burro d’arachidi, sensazioni di nocciola, frutto della passione, frutto tropicale, pralina, pasticceria. Grande armonia olfattiva, naso splendido. Bocca solida, importante lunghissima nella persistenza e con ancora sensazioni di frutta.
Montrachet Grand cru 2000 Marquis de Laguiche Joseph Drouhin - Azienda di proprietà dei marchesi de Laguiche, da sempre legati alla famiglia Drouhin (storici vinificatori a Beaune, fanno vino dal ‘300 …) che cura la produzione e la commercializzazione di questo vino. Vino potente, sentori agrumati fruttati, frutto della passione, cedro, lieviti, e sensazioni di leggera affumicatura. Colore già abbastanza carico, in bocca esprime tutto il carattere del Grand cru quindi potenza, lunghezza. Un vino avvolgente, con un finale di nocciola. Indubbiamente molto buono. |














































