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| Vitigni Nobili II: Cabernet Franc |
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Il cabernet franc, è un vitigno di origine bordolese e più precisamente della zona della Gironda, probabilmente derivato dalla varietà Vitis Biturica. Contrariamente al cugino cabernet sauvignon, non è molto diffuso nel mondo, anche se si sta affermando in Paesi come Gli acini sono di diversa grandezza per la difficoltà di impollinazione, mentre la buccia è di colore blu-nero e molto pruinosa. Generalmente da un vino meno colorato e meno tannico rispetto al cabernet sauvignon, e ha una longevità inferiore. Come il cugino esprime i tipici profumi vegetali, di ortica e peperone.
E’ spesso confuso con il carmenere, ma si tratta di due vitigni differenti, come è stato evinto dal professor Scienza nella zona della Franciacorta (fugando i dubbi di Maurizio Zanella, che non otteneva i risultati desiderati da quelle che lui riteneva essere piante di cabernet franc) e anche in Cile, dove il carmenere è un po’ il vitigno nazionale.
In Francia si è imposto con successo in Loira e nel Libournais, soprattutto nelle zone di Saint Emilion e Pomerol. In Italia si trova prevalentemente in Lombardia, in Friuli-Venezia Giulia e in Trentino. E’ presente in Spagna (e forse proviene proprio dai Paesi Baschi ) e nella zona orientale dell’Europa. E’ il vitigno a bacca rossa più a nord in assoluto coltivato in Europa.
Nella zona deIla Loira, detta il giardino di Francia, ci sono
Nel bordolese le zone più vocate sono Saint Emilion e Pomerol, dove il terreno è tale che le radici della piante scendano almeno di sei metri in profondità per cercare sostanze nutritive. Chateau Ausone produce 20.000 bottiglie da
Erano quattro i vini in degustazione, i primi due provenienti dalla Loira in cui il cabernet franc era in purezza; gli alti due provenivano dal bordolese, e in entrambi il cabernet franc era prevalente.
Chinon 1999 Philippe Alliet (13%) Colore granato sintomatico dell’evoluzione del vino, inizialmente chiuso e con un accenno di ridotto. Lasciandolo nel bicchiere, note vegetali e “arrostite” lasciano spazio a sentori di liquirizia, pepe, iodio, pelliccia, caffè, tabacco, frutta matura, funghi, note viscerali. In bocca ragala ancora una discreta freschezza e una buona mineralità. Il tannino è ormai un solo ricordo e non aiuta la lunghezza, nonostante ci si trovi davanti a un bicchiere decisamente piacevole. Saumur Champigny Le Bourgue 2006 Clos Rougeard Veste rubino intenso. Attacco fruttato (lampone, ciliegia) e speziato, con note di torrefazione in sottofondo. Poi arrivano note balsamiche e minerali e una lieve affumicatura, ricordo del passaggio in legno. Note di bosso, anice e menta completano li spettro olfattivo. In bocca torna la frutta, con la melagrana matura in evidenza. Il sorso è saporito e appagante, già in buon equilibrio.
Château Ausone 1997 (12,5%) L’azienda produce circa 20.000 bottiglie da Granato già un po’ spento. Naso inizialmente chiuso, quasi arcigno. Poi emerge la tipicità di Bordeaux e il naso diviene sontuoso, in cui domina il fruttato della ciliegia molto matura e del ribes. Poi si apre un ventaglio di profumi terziari: carruba, liquirizia, caffè, cioccolato, sandalo, resine nobili. In bocca si percepiscono tannini molto garbati ben sorretti dall’acidità. Chateau Ausone produce 20.000 bottiglie da Château Cheval Blanc 1999 (13%) Lo Château produce 150.000 bottiglie da Rubino scuro, cupo, quasi inchiostrato. Naso compatto e preciso di frutta fresca (amarena), bergamotto, buccia d’arancia candita, caffè e una leggera nota eterea. Vino dallo splendido equilibrio, con tannini vivi ma molto fini, buona sapidità e saporita mineralità. Precisi i ritorni di agrume.
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Sono ripresi dopo la pausa natalizia gli incontri incentrati alla scoperta dei vitigni nobili, con una serata dedicata al Cabernet Franc. Un’occasione non solo per scoprire vini e zone, ma soprattutto di degustare vini che spesso sono i veri fuoriclasse delle denominazioni.

















