Home Racconti di degustazione In sede AIS Torino Vitigni Nobili II: Tempranillo
Vitigni Nobili II: Tempranillo PDF Stampa E-mail

Sicuramente il Tempranillo può essere ascritto nel novero dei grandi vitigni del mondo, e la degustazione tenutasi come sempre nella sede di via Giulio ne ha dato riprova, con alcuni veri e propri fuoriclasse.

Ma andiamo con ordine. Sebbene venga coltivata anche in Portogallo – dove prende il nome di Tinta Roriz ed è anche una delle uve che entrano nella composizione del Porto –, nelle francesi Languedoc e Roussillon, in alcune zone del Sudamerica, in California e dalla metà degli anni 2000 anche in Australia, Tempranillo è sicuramente sinonimo di Spagna, perché è proprio in terra iberica che, da oltre 100.000 ettari, nascono le migliori espressioni di quest'uva.

 

Il suo nome deriva da temprano, cioè precoce, visto che è un'uva che matura precocemente (in Spagna viene generalmente vendemmiata a metà settembre, almeno due settimane prima della Grenacha). Questo ciclo vegetativo relativamente breve permette all'uva di mantenere una buona acidità e un tenore alcolico non troppo elevato, pur venendo coltivata in climi piuttosto caldi. La buccia è generalmente spessa e resistente e da vini molto carichi di colore. Il sistema di coltivazione utilizzato è tradizionalmente l'alberello, anche se recentemente si sta passando al gujot.

 

 

 

Sono due le zone spagnole in cui il Tempranillo trova la sua massima espressione, la Rioja e la Riberta del Duero.

 

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 La Rioja prende il nome dal fiume Oja, un affluente dell'Ebro: una striscia lunga 120 chilometri divisa in tre zone: la Rioja Alta, la Rioja Alavesa e la Rioja Baja. Siamo su di un altopiano, con altitudini che vanno dai 600 agli 800 metri, protetto dalle piogge atlantiche dalla vicina Sierra di Cantabria. I vini prodotti nella Rioja Alavez danno vini più robusti e acidi, quelli che arrivano dalla Rioja Alta sono più fruttati e quelli originati dalla Rioja Bassa sono i più alcolici, generalmente da tagliare.

In questa zona il Tempranillo rappresenta il 70% della produzione e viene tradizionalmente utilizzato in uvaggio con Granacha, Mazuelo (o Carignan), Graciano e Viura. Dal 1991 è l'unico vino spagnolo a potersi fregiare della DOC.

Generalmente il vino matura dai quattro ai quindici anni in barrique di rovere americano. Prende la denominazione Crianza se il vino matura per almeno due anni, Reserva se gli anni sono tre, Gran Reserva se supera i cinque.  

 

La Ribera del Duero, adagiata sulle sponde del fiume omonimo 30 chilometri a est di Valladolid, è posta su un altopiano ad altezze variabili dai 750 agli 850 metri. L'escursione termica è elevata, con inverni rigidi in cui il termometro tocca i -20°C ed estate torride il cui si raggiungono i 40°C. Questo microclima richiede vitigni dal ciclo vegetativo breve, e il Tempranillo ben si adatta a queste esigenze.

In questa regione – dove viene chiamato Tinto Fino – il Tempranillo viene a volte utilizzato insieme a uve di derivazione bordolese.

 

Otto i campioni degustati.

 

Rioja Viña dell'Olivo Reserva 1996 Contino (Graciano, Tempranillo - 13,5%)

Il granato ancora vivo ci racconta di un vino con qualche anno sulle spalle ma ancora in piena forma. Naso inizialmente ostico, con note terrose e vegetali. L'ossigenazione e i minuti regalano profumi eleganti di caffè, tabacco, cuoio, carruba, menta, legni nobili e cioccolato. I tannini sono perfettamente fusi, l'acidità è ancora viva e sorretta da una buona sapidità, che rende il vino molto piacevole da bere e invita al riassaggio.

 

Rioja Tinto Pesquera 2006 A. Fernandes (Tempranillo 100% - 13,5%)

Bel rubino limpido. Naso intenso inizialmente caratterizzato dal rovere e dalle spezie che si apre su note di frutta in confettura (lampone e mora) e di prugna, toni dolci e morbidi di tabacco, liquirizia, cioccolato, noce, nocciola e tocchi balsamici, in continua evoluzione. Bocca dolce, con un tannino ancora presente ma fine. Anche qui ottima sapidità.

 

Toro 2004 Pintia (Tempranillo 100% - 15%)

Il bicchiere porpora ci parla già di un vino concentrato e ricco. Il naso è molto moderno caratterizzato dal rovere e da un'impronta decisamente fruttata. Prugna, mora, caramella, liquirizia, caffè. Il tannino è ancora possente, e domina a scena. L'alcol si sente e mette un po' alle corde l'acidità. Finale asciutto, non piacevolissimo.

Azienda appartenente a Vega Sicilia.

 

Rioja Pagos Vejos 2000 Artadi (Tempranillo 85%, Viura 15% - 13,5%)

Rubino scuro. Intenso, fine e minerale. Frutta rossa croccante, tabacco, liquirizia, pepe, noce moscata, note affumicate e balsamiche. Bocca elegante, dal tannino fine e dalla bella e piacevole acidità e dall'ottima corrispondenza gusto/olfattiva.

 

Ribera del Duero Valbuena 2005 Vega Sicilia (Tempranillo 80%, Cabernet Sauvignon, Merlot e Malbec 20% - 14,5%)

Veste rubino scuro. Subito note cosmetiche, il naso diventa piacione, con frutta concentrata, confettura di more, sciroppo di lampone, cioccolata, menta, note balsamiche. In bocca gioca sui toni morbidi, è grasso e ricco, sostenuta da una buona nota sapida e con precisi ritorni gusto/olfattivi.

 

Pago Negralada 1999 Abadia Retuerta (Tempranillo 100% - 13%)

Rubino scuro. Naso inizialmente cupo, con note ematiche. Poi un'ottima progressione sciorina frutta polposa (ciliegia, amarena, prugna) e note pungenti di pepe e noce moscata. In bocca è caldo ma ben equilibrato da tannino e acidità. Bella la persistenza.

L'unico “intruso” del gruppo, proveniente dalla zona Castilla y Leon.

 

Ribera del Duero Unico 1991 Vega Sicilia (Tempranillo 85%, Cabernet Sauvignon 13%, Merlot 2% - 14%)

Veste granato ancora viva. L'età e la nobiltà richiedono un po' di pazienza e di tempo per poter apprezzare le sue eleganti nuance. Frutta secca ma anche ricordi di confettura, fiori appassiti, scorza d'agrumi, erbe aromatiche, note salmastre e iodato, sigaro. In bocca è tannico e sapido, gustoso e buono.

 

Rioja Viña Tondonia Gran Reserva 1981 Lopez de Heredia (Tempranillo 80%, Garnacho 15%, Graciano e Mazuelo 5% - 12%)

Granato limpido e dalla lucentezza straordinaria. Elegante e austero: tamarindo, fieno,erba bagnata, cuoio, miele di castagno, mandorla, caffè. Una progressione sontuosa. In bocca il tannino ormai perfettamente fuso lascia spazio a sapidità e a un'acidità sorprendente, che rende il sorso fresco e gustosissimo. Invita a più di un riassaggio.