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VINO E SOLIDARIETA’,
Il Vino Barbaresco, 12 fantastici Produttori, AIS Torino, AIS Milano per le CINQUE TERRE
Un emozionante brindisi finale, con il Barbaresco 1971, vigneto Basarin, della Cantina del Parroco di Neive, si è concluso il seminario sul vino Barbaresco a Milano.
Due sabati alla scoperta del territorio dove viene prodotto uno dei più importanti vini rossi italiani, ovviamente dal grande vitigno Nebbiolo.
Lo finalità benefica, grazie alla generosa e immediata collaborazione con alcuni tra i più prestigiosi produttori di vino Barbaresco si è concretizzata con la consegna dell’intero ricavato, 4000,00 euro al delegato AIS di La Spezia, che verrà destinato, con altri fondi raccolti in ambito AIS ad un progetto per i vignaioli delle Cinque Terre, duramente provati dall’alluvione.
AIS Torino e AIS Milano, come lo scorso anno con il Barolo, hanno realizzato con il Barbaresco e i suoi produttori un’ evento importante e prestigioso.
Dodici etichette di grande qualità che hanno egregiamente rappresentato il territorio di Barbaresco, Neive e Treiso, i comuni della denominazione.
Abbiamo lasciato ai produttori la scelta dell’annata e del singolo vigneto, non intendevamo fare una verticale o una comparazione tra aziende. Lo scopo principale è stato quello di far emergere il prestigio del Barbaresco attraverso la storia e la passione di ogni produttore.
Nella diversità delle annate e delle singole vigne si sono colte sfumature ed emozioni che hanno coinvolto i presenti. Una sala gremita al Westin Palace di Milano, tutti attentissimi alla relazione e alla degustazione condotta da Mauro Carosso e Roberto Marro.
Nel percorrere la storia di questa denominazione non si poteva non tener conto del saggio sull’enologo francese Louis Oudard, pubblicazione recentissima di Anna Riccardi Candiani, che ha finalmente documentato con pazienza certosina l’importanza di questo personaggio per la storia dei vini albesi, in particolare per il Barbaresco.
Nella descrizione delle vigne più importanti ci si è soffermati anche sui minimi particolari quasi trasportando idealmente i presenti nel vigneto.
L’assaggio dei vini ha concretizzato nel bicchiere tutta la teoria. Un vino di alta qualità dove il Nebbiolo, come sempre, rivela il suo carattere e la sua classe.
Il 28 gennaio, prima serata, abbiamo parlato di Neive e Treiso con la presenza tra noi di Claudio Roggero, enologo del Castello di Neive che ha parlato del suo lavoro e del territorio.
I vini degustati,
Barbaresco S. STEFANO Riserva 1998, Az. Castello di Neive
Un Barbaresco di grande fascino, in forma perfetta. Profumi complessi di frutta e spezie in accordo perfetto. Sapore intenso e tannini vellutati. Una beva piacevolissima.
Barbaresco ASILI Riserva 2000, Az. Bruno Giacosa
Un classico assoluto, nonostante la calda annata, il vino si è dimostrato cristallino per intensità ed eleganza dei profumi speziati, con grande sapore finale.
Barbaresco COTTA’ 2006, Az. Sottimano
Classico barbaresco, di grande intensità e complessità aromatica. Certamente giovane ma già godibile e piacevole. Sapore ricco e avvolgente.
Barbaresco VALEIRANO 2006, Az. La Spinetta
Dal vigneto di Treiso, un Barbaresco dai profumi floreali e fruttati, ammiccante al sapore per morbidezza e dolci tannini. Finale in netta corrispondenza olfattiva.
Barbaresco NERVO FONDETTA 2006, Az, Rizzi
Dai maestosi vigneti di proprietà un grande elegantissimo Barbaresco. Finezza ed eleganza, questi i pregi di un vino che ha stupito per grande piacevolezza.
Barbaresco VANOTU 2007, Az. Pelissero
Esuberante di frutti maturi e spezie dolci. Ancora giovane con sapore intenso e particolarmente fruttato. Tannini vispi che prolungano il gusto.
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