Condividi
| DUE POMERIGGI CON IL MITO |
|
|
|
|
D’accordo con i dodici produttori che hanno fornito i vini, con gli organizzatori ed i relatori, il ricavato di queste due degustazioni verrà destinato ad un progetto iniziato dai padri Somaschi e dedicato ai bambini di Haiti.
Nel primo appuntamento si sono presi in considerazione tre comuni, quelli più simili per caratteristiche: Verduno,
Comune di Verduno - Monvigliero, vigna storica del Barolo, legata in modo particolare al Comm. Burlotto, personaggio molto importante nella storia del Barolo. I Barolo di Monvigliero, sono dotati di grande eleganza olfattiva, magari con meno massa di altri rispetto ad altri, ma caratterizzati da ottima finezza. Esposizione a sud.
Fratelli Alessandria, Monvigliero 2005. Azienda di grande tradizione storica, nata ad inizio ‘800 ma diventata di proprietà della famiglia Alessandria nel 1870. Possiede anche un vigneto nella zona di Monforte, il Gramolere. Il Monvigliero è vinificato in purezza dall’omonimo vigneto, con macerazione media di 12-15 giorni a temperatura controllata. Una parte matura in tonneau per i primi 16 mesi e poi passa in botte grande, l’altra parte matura completamente in botte grande. Poi termina l’affinamento in bottiglia gli ultimi 10 mesi. Colore granato vivo, il vino più giovane della batteria, da annata buona. Naso giovane e speziato, di buona complessità, con note di confettura, frutta matura, viola ed erbe officinali; balsamico con ricordi di china. A livello gustativo una progressione “facile”, buona sapidità che sfuma in un tannino scalpitante.
Comm. G.B. Burlotto Acclivi 2001. La sede dell’azienda è in centro al paese di Verduno, recentemente restaurata. Possiede una dozzina di ettari di vigneto, tra cui fondamentale il Monvigliero. Possiede anche una parte di Cannubi, circa un ettaro, già acquistata nell’ottocento dal comm. Burlotto. L’Acclivi è prodotto in 5000 bottiglie, da tre vigne, Monvigliero, Neirane e Rocca dell’Olmo. Macerazione di quindici giorni in tini aperti, fermentazione malolattica e due anni e mezzo di botti di rovere grandi. Impatto olfattivo decisamente complesso con note salmastre, iodate, frutta in confettura. Naso generoso, fragolina, rosa appassita, menta. In bocca è avvolgente con ottima e progressiva rispondenza gusto olfattiva. Fine, leggiadro che fa della finezza la sua caratteristica principale.
Comune di
Cav. Lorenzo Accomasso, Barolo Rocchette 2004 Riserva. Rocchette è una zona che fa parte della vigna Rocche dell’Annunziata, una grande vigna di
Roberto Voerzio Barolo Vecchie vigne di Brunate e dei Capalot 1999 ( magnum.) Brunate è una delle vigne più importanti della zona,
Comune di Barolo – Cannubi è probabilmente la vigna più famosa di tutta la zona.
Sergio Barale, Barolo Castellero 2003. Vigna di circa
Luciano Sandrone Barolo Cannubi Boschis 1996 ( Magnum.) Prima annata uscita il 1981, utilizza tonneau. Stilista del Barolo è diventato famosissimo oltremare. Possiede parecchi ettari di vigneti importanti oltre al Cannubi Boschis c’è il Vignane, il Ravera a Novello e Valmaggiore nel Roero. Produce anche un Barolo di assemblaggio, Le Vigne. 12700 bottiglie, 35 qli/h di resa, vendemmia ad ottobre e macerazioni brevi di 7-9 giorni. Naso di frutta scura, spezie, terra bagnata. Molto equilibrato in bocca con trama tannica fine e setosa. Lungo e buona corrispondenza gusto olfattiva.
Seconda giornata
I comuni interessati sono: Castiglione Falletto, Monforte e Serralunga. Qui siamo in territorio Elveziano, quindi epoche geologiche più antiche e terreni maggiormente compatti e ricchi di fossili.
Comune di Castiglione Falletto. Vigneto Bricco Fiasco. Pur essendo in Castiglione questo cru è in terreno Tortoniano. Castiglione infatti segna un po’ il confine tra le due zone. Bricco Fiasco riecheggia molto i vini di
Paolo Scavino, Barolo Bricco Fiasco 1999. Azienda con venti ettari di proprietà con 120000 bottiglie, produce Carobric (assemblaggio), Rocche dell’Annunziata, Cannubi, Bricco Fiasco - 8800 bottiglie prodotte, 50qli/h di resa, macerazione a temperatura controllata in acciao, malolattica in barrique. Un anno in botti grandi, assemblaggio e qualche mese di bottiglia. Granato intenso, etereo e fruttato, confettura di susina, viola essiccata e una presenza di sentori terziari da affinamento. Persistente, ricco, caldo. Molto giocato su note eteree ed alcooliche, tannino piacevole, setoso con buon equilibrio.
Mauro Mascarello Barolo Monprivato 2001. Azienda nata nel 1881. Svolta definitiva fu data da Giuseppe nel 1959 con la selezione massale in vigna che ha dato luogo alla parcella da cui si vinifica il Cà d’Morissio (Maurizio, il padre che nel 1904 acquistò i primi ettari di Monprivato) Nel 1970 acquistano anche la cascina a fianco del vigneto, la cascina mirafiore. L’azienda possiede una dozzina di ettari vitati tra Monprivato ed altri (anche una parcella del cru Villero). 50000 bottiglie prodotte, 18000 di Monprivato. Fermentazione di 20 – 25 giorni e botti di rovere di Slavonia con permanenza di 36 mesi. Naso floreale, rosa, legno di rosa, lilla, piccoli frutti di bosco, carcadè, minerale delicatamente erbaceo, di eccezionale finezza. A livello gustativo è molto piacevole, di ottima beva, colpisce per la lunghezza gustativa e l’ottima corrispondenza gusto olfattiva.
Comune di Monforte. Territorio molto grande. Valle della Ginestra, una delle più belle valli vinicole del mondo, soprattutto al tramonto. Bussia, una delle vigne più importanti e con maggiore estensione. Quello che si assaggia è il barolo Cicala, una parcella con estensione da sud est sud sud ovest quindi grande equilibrio e struttura data dai terreni Elveziani. L’altra vigna è il Mosconi, una piccola vigna di
Aldo Conterno Barolo Cicala 2001. Figlio di Giacomo come Giovanni. Ma poi si separa e acquista la cascina Favot nel cuore della Bussia, fondando l’azienda Poderi Aldo Conterno.
Domenico Clerico Barolo Percristina 2000 . La sua famiglia vendeva uva alla cantina terre di Barolo. Nel ‘77 lascia l’attività di agente di commercio e si mette a produrre vino; acquista vigneti importanti, sperimenta, produce il primo langhe nebbiolo, l’Arte. Comune di Serralunga. Territorio che si sviluppa tutto su un costone in lunghezza da cui il nome. Moltissime le menzioni geografiche aggiuntive. Le due vigne sono Cerretta e Cascina Francia.
Ettore Germano Barolo Cerretta 1998 Azienda rigorosamente familiare,
Giacomo Conterno Barolo Monfortino 1997. Nel 1961 Giacomo passa il timone dell’azienda ai figli. Cascina Francia è un cru molto alto, 400m ed esposto a sud ovest, quindi le uve sono soggette a maturazione tardiva.
Due pomeriggi di grande soddisfazione, attenzione e grande curiosità. Importante degustazione che ha unito tradizione e innovazione in un clima disteso. La cultura del vino ha unito appassionati e curiosi ottenendo un doppio risultato, il piacere di assaggiare alcuni tra i più grandi vini d’ Italia unito ad un gesto di solidarietà. Il Barolo si fa solidale con chi è meno fortunato, contribuendo a scrivere un’ulteriore pagina sulla sua storia.
A nome delle delegazioni di Torino e Milano un sincero grazie a tutti coloro che hanno partecipato all’evento. Mauro Carosso e Osam Eldin Abou Eleyoun
|



Due pomeriggi in compagnia del più grande vino Italiano e tra i più grandi vini del mondo: il Barolo.Un evento organizzato dalla delegazione AIS di Milano a cui hanno fatto da relatori Mauro Carosso, delegato di Torino e Roberto Marro, prezioso collaboratore della delegazione torinese. I due relatori sono redattori della guida Duemilavini. Un approfondimento sulle origini, la storia, le zone ed i produttori di questo vino, figlio del Nebbiolo e del Piemonte, quest’anno considerato in modo particolare essendo stato il vino che ha caratterizzato il risorgimento e l’unità d’Italia.



































































































