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DUE POMERIGGI CON IL MITO PDF Stampa E-mail

 

Due pomeriggi in compagnia del più grande vino Italiano e tra i più grandi vini del mondo: il Barolo.Un evento organizzato dalla delegazione AIS di Milano a cui hanno fatto da relatori Mauro Carosso, delegato di Torino e Roberto Marro, prezioso collaboratore della delegazione torinese. I due relatori sono redattori della guida Duemilavini. Un approfondimento sulle origini, la storia, le zone ed i produttori di questo vino, figlio del Nebbiolo e del Piemonte, quest’anno considerato in modo particolare essendo stato il vino che ha caratterizzato il risorgimento e l’unità d’Italia.

 

D’accordo con i dodici produttori che hanno fornito i vini, con gli organizzatori ed i relatori, il ricavato di queste due degustazioni verrà destinato ad un progetto iniziato dai padri Somaschi e dedicato ai bambini di Haiti.

 

Nel  primo appuntamento si sono presi in considerazione tre comuni, quelli più simili per caratteristiche: Verduno, La Morra e Barolo. Qui geologicamente abbiamo un sottosuolo di tipo Tortoniano, quindi relativamente giovane con prevalenza di marne grigio bluastre alternate a strati di sabbia.

 

 

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Comune di Verduno - Monvigliero, vigna storica del Barolo, legata in modo particolare al Comm. Burlotto, personaggio molto importante nella storia del Barolo. I Barolo di Monvigliero, sono dotati di grande eleganza olfattiva, magari con meno massa di altri rispetto ad altri, ma caratterizzati da ottima finezza. Esposizione a sud.

 

Fratelli Alessandria, Monvigliero 2005. Azienda di grande tradizione storica, nata ad inizio ‘800 ma diventata di proprietà della famiglia Alessandria nel 1870. Possiede anche un vigneto nella zona di Monforte, il Gramolere. Il Monvigliero è vinificato in purezza dall’omonimo vigneto, con macerazione media di 12-15 giorni a temperatura controllata. Una parte matura in tonneau per i primi 16 mesi e poi passa in botte grande, l’altra parte matura completamente in botte grande. Poi termina l’affinamento in bottiglia gli ultimi 10 mesi. Colore granato vivo, il vino più giovane della batteria, da annata buona.  Naso giovane e speziato, di buona complessità, con note di confettura, frutta matura, viola ed erbe officinali; balsamico con ricordi di china. A livello gustativo una progressione “facile”, buona sapidità che sfuma in un tannino scalpitante.

 

Comm. G.B. Burlotto Acclivi 2001. La sede dell’azienda è in centro al paese di Verduno, recentemente restaurata. Possiede una dozzina di ettari di vigneto, tra cui fondamentale il Monvigliero. Possiede anche una parte di Cannubi, circa un ettaro, già acquistata nell’ottocento dal comm. Burlotto. L’Acclivi è prodotto in 5000 bottiglie, da tre vigne, Monvigliero, Neirane e Rocca dell’Olmo. Macerazione di quindici giorni in tini aperti, fermentazione malolattica e due anni e mezzo di botti di rovere grandi.

Impatto olfattivo decisamente complesso con note salmastre, iodate, frutta in confettura. Naso generoso, fragolina, rosa appassita, menta. In bocca è  avvolgente con ottima e progressiva  rispondenza gusto olfattiva. Fine, leggiadro che fa della finezza la sua caratteristica principale.


 

Comune di La Morra – Il territorio più grande di tutta la zona del Barolo.

 

Cav. Lorenzo Accomasso, Barolo Rocchette 2004 Riserva.

Rocchette è una zona che fa parte della vigna Rocche dell’Annunziata, una grande vigna di 30 ettari, di particolare importanza. Tutta questa zona apparteneva all’Abbazia dell’Annunziata e aveva nome Marcenascum. Barolo tradizionale, vinificato in modo molto semplice, senza particolare tecnologia in cantina. Accomasso è anche il presidente della cantina comunale di La Morra. Un vino molto piacevole, ricco. Maggior concentrazione rispetto Verduno ma nell’insieme fine. Naso di confettura di mora e ciliegie, minerale di terra umida, tabacco. Buon equilibrio, tannino fine e maturo, buona persistenza. Esprime molto bene il territorio 

 

Roberto Voerzio Barolo Vecchie vigne di Brunate e dei Capalot 1999 ( magnum.)

Brunate è una delle vigne più importanti della zona, 25 ettari di terreno Tortoniano da 239 a 353m, 120m di dislivello, ai confini con Barolo. Vigna storica, già citata negli statuti di La Morra come Brinate. Vini molto ampi che solcano il tempo, tannico ma con la morbidezza di La Morra. Capalot invece si trova in zona Santa Maria, esposta verso est. Un vino in cui si sente molto la mano e l’idea del produttore, un vino riconoscibile per particolare personalità. Ottimo corpo, frutta nera, liquirizia, caffè, ciliegia. Lunghissima persistenza e grande equilibrio. Impressionante la progressione olfattiva nel bicchiere.

 

 

Comune di Barolo – Cannubi è probabilmente la vigna più famosa di tutta la zona. 34 ettari con esposizione sud, sud est. La più antica bottiglia ad oggi conservata, datata 1752, è etichettata Cannubi.

 

Sergio Barale, Barolo Castellero 2003.

Vigna di circa 6 ettari esposta verso sud ovest. Di tendenza più Elveziana è di proprietà della famiglia Barale, produttori da più generazioni (1870). Annata molto calda il 2003 ed è proprio in queste annate che il Castellero si esprime meglio. Colore granato di media intensità, terso, al naso presenta toni balsamici, frutta rossa, spezia, cacao e liquirizia. Profumi tenui, delicati e sottili ma pregevole per qualità. In bocca colpisce il tannino, vigoroso ma non fastidioso, buona la freschezza e discretamente lungo.

 

Luciano Sandrone Barolo Cannubi Boschis 1996 ( Magnum.)

Prima annata uscita il 1981, utilizza tonneau. Stilista del Barolo è diventato famosissimo oltremare. Possiede parecchi ettari di vigneti importanti oltre al Cannubi Boschis c’è il Vignane, il Ravera a Novello e Valmaggiore nel Roero. Produce anche un Barolo di assemblaggio, Le Vigne. 12700 bottiglie, 35 qli/h di resa, vendemmia ad ottobre e macerazioni brevi di 7-9 giorni.  Naso di frutta scura, spezie, terra bagnata. Molto equilibrato in bocca con trama tannica fine e setosa. Lungo e buona corrispondenza gusto olfattiva.

 

Seconda giornata

 

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I comuni interessati sono: Castiglione Falletto, Monforte e Serralunga. Qui siamo in territorio Elveziano, quindi epoche geologiche più antiche e terreni maggiormente compatti e ricchi di fossili.

 

Comune di Castiglione Falletto. Vigneto Bricco Fiasco. Pur essendo in Castiglione questo cru è in terreno Tortoniano. Castiglione infatti segna un po’ il confine tra le due zone. Bricco Fiasco riecheggia molto i vini di La Morra. Il terreno è ricco di marne di Sant’Agata fossili. Il Bricco Fiasco è circondato da altri cru famosi come Villero, il nebbiolo si pianta fino a metà bricco. Il produttore principale di questa vigna è Paolo Scavino. L’altro vigneto di cui assaggeremo il prodotto è il Monprivato. Distante circa 400m in linea d’aria dal bricco fiasco, un piccolo avvallamento divide nettamente le due zone geologiche. E’ un cru “Monopole” della famiglia Mascarello. Ha un esposizione sud-ovest, per cui prende il sole del pomeriggio. Ha un sottofondo molto minerale che fa si che i vini siano molto longevi.

 

Paolo Scavino, Barolo Bricco Fiasco 1999.

Azienda  con venti ettari di proprietà con 120000 bottiglie, produce Carobric (assemblaggio), Rocche dell’Annunziata, Cannubi, Bricco Fiasco - 8800 bottiglie prodotte, 50qli/h di resa, macerazione a temperatura controllata in acciao, malolattica in barrique. Un anno in botti grandi, assemblaggio e qualche mese di bottiglia. Granato intenso, etereo e fruttato, confettura di susina, viola essiccata e una presenza di sentori terziari da affinamento. Persistente, ricco, caldo. Molto giocato su note eteree ed alcooliche, tannino piacevole, setoso con  buon equilibrio.

 

 

Mauro Mascarello Barolo Monprivato 2001.

Azienda nata nel 1881. Svolta definitiva fu data da Giuseppe nel 1959 con la selezione massale in vigna che ha dato luogo alla parcella da cui si vinifica il Cà d’Morissio (Maurizio, il padre che nel 1904 acquistò i primi ettari di Monprivato) Nel 1970 acquistano anche la cascina a fianco del vigneto, la cascina mirafiore.

L’azienda possiede una dozzina di ettari vitati tra Monprivato ed altri (anche una parcella del cru Villero). 50000 bottiglie prodotte, 18000 di Monprivato. Fermentazione di 20 – 25 giorni e botti di rovere di Slavonia con permanenza di 36 mesi.  Naso floreale, rosa, legno di rosa, lilla, piccoli frutti di bosco, carcadè, minerale delicatamente erbaceo, di eccezionale finezza.  A livello gustativo è molto piacevole, di ottima beva, colpisce per la lunghezza gustativa e l’ottima corrispondenza gusto olfattiva.

 

Comune di Monforte. Territorio molto grande. Valle della Ginestra, una delle più belle valli vinicole del mondo, soprattutto al tramonto. Bussia, una delle vigne più importanti e con maggiore estensione. Quello che si assaggia è il barolo Cicala, una parcella con estensione da sud est sud sud ovest quindi grande equilibrio e struttura data dai terreni Elveziani. L’altra vigna è il Mosconi, una piccola vigna di 3 ettari esposta a sud pieno, nella parte  a sud di Monforte, quasi al confine con Roddino, in piena valle della Ginestra. Siamo alti, 400m sul livello del mare. Qui il nebbiolo è coltivato da sempre.

 

Aldo Conterno Barolo Cicala 2001.

Figlio di Giacomo come Giovanni. Ma poi si separa e acquista la cascina Favot nel cuore della Bussia, fondando l’azienda Poderi Aldo Conterno. 25 ettari, 90000 bottiglie. Il Cicala è prodotto in 8000 bottiglie, vendemmia manuale, quindici giorni di fermentazione e grandi botti di rovere per 28-30 mesi. Eleganza, sostanza ed equilibrio. Eleganza olfattiva incredibile, fragolina macerata, spezia, viola. Molta sostanza in bocca con tannino che accompagna dall’ingresso alla fine senza mai prevaricare.

 

Domenico Clerico Barolo Percristina 2000 .

La sua famiglia vendeva uva alla cantina terre di Barolo. Nel ‘77 lascia l’attività di agente di commercio e si mette a produrre vino; acquista vigneti importanti, sperimenta, produce il primo langhe nebbiolo, l’Arte. 21 ettari, una parte in affitto. La vigna più importante è la Ginestra, in tutto produce 110000 bottiglie. Percristina (dedicato alla figlia Cristina, prematuramente scomparsa) è prodotto in 5500 bottiglie dal cru Mosconi, fermentazione breve, 5-10 giorni in rotomaceratore e poi 27 mesi in barrique per il 90% nuove. Colore integro, granato con riflessi vivi. Naso balsamico, mentolato, menta essiccata, erbe aromatiche che sfuma in caramella alla liquerizia. Tannino presente, virile. Un vino non esile, strutturato, di grande ricchezza.

 

Comune di Serralunga. Territorio che si sviluppa tutto su un costone in lunghezza da cui il nome. Moltissime le menzioni geografiche aggiuntive. Le due vigne sono Cerretta e Cascina Francia. La Cerretta è all’inizio del comune salendo da Fontanafredda mentre cascina Francia è al fondo di Serralunga. Acquisito nel 1971 da Giovanni Conterno e piantato a nebbiolo

 

Ettore Germano Barolo Cerretta 1998 

Azienda rigorosamente familiare, 13 ettari quasi tutti a Serralunga, Cerretta, Lazzarito e Prapò e poi qualche vigneto in Alta Langa dove Sergio produce un’eccellente  Riesling renano,  uno dei migliori di Langa. Il Barolo Ceretta è prodotto in  4000 bottiglie, fermentazioni brevi 7-8 giorni, tonneau e barrique e poi 5-18 mesi di bottiglia prima della commercializzazione. Note speziate, chiodi di garofano e sentori legati all’affinamento. In bocca è piacevole, tannino delicato, ottima freschezza., preciso con buona evoluzione.

 

Giacomo Conterno Barolo  Monfortino 1997.

Nel 1961 Giacomo passa il timone dell’azienda ai figli. Cascina Francia è un cru molto alto, 400m ed esposto a sud ovest, quindi le uve sono soggette a maturazione tardiva. 17 ettari, 43000 bottiglie prodotte tra cui Cascina Francia e Monfortino (7000 bottiglie) e 7 anni di maturazione in botti grandi. Tradizione pura; il vino simbolo di tutta la denominazione. Colore granato, annata calda sentori particolarmente fruttati, confettura, leggermente balsamico, eucalipto. In bocca preciso, di grande suadenza e di ottima persistenza gusto olfattiva. Vino di lungo percorso, particolarmente pronto, ma con ulteriore potenziale di affinamento.

 

Due pomeriggi di grande soddisfazione,  attenzione e grande curiosità. Importante degustazione che ha unito tradizione e innovazione in un clima disteso.

La cultura del vino ha unito appassionati e curiosi ottenendo un doppio risultato, il piacere di assaggiare alcuni tra i più grandi vini d’ Italia unito ad un gesto di solidarietà.

Il Barolo si fa solidale con chi è meno fortunato, contribuendo a scrivere un’ulteriore pagina sulla sua storia.

 

A nome delle delegazioni di Torino e Milano un sincero grazie a tutti coloro che hanno partecipato all’evento.

Mauro Carosso e Osam Eldin Abou Eleyoun

 

Mauro riceve l'assegno da destinare ai Padri Somaschi