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| Modificati i disciplinari di Barolo e Barbaresco |
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Barolo. Intervento importante sul disciplinare del Barolo, che da tempo era in discussione tra i produttori. Il Comitato regionale ha approvato la nuova stesura del disciplinare, che prevede l’adeguamento delle norme produttive del Barolo sia alle disposizioni della legge 164/92, sia l’aggiornamento di talune indicazioni rispetto alle esigenze della realtà attuale. Il nuovo testo introduce nel disciplinare del Barolo i cosiddetti cru, vale a dire le "Menzioni geografiche aggiuntive", per dirla secondo le nostre leggi. Inoltre, viene regolamentato l’uso della menzione "vigna", viene fissata nel 68% la resa finale uva-vino e viene autorizzata la vinificazione delle uve Nebbiolo da Barolo nella zona del Barbaresco.
Una novità interessante è legata anche al riconoscimento delle menzioni comunali, in modo che in futuro si potrà produrre, ad esempio, il "Barolo del Comune di La Morra" e così via per tutti i paesi della zona.
Barbaresco. Per quanto concerne il Barbaresco, l’intervento del Comitato vitivinicolo è stato molto limitato, visto che la maggior parte delle modificazioni sono già state recepite nel 2007. In particolare, è stata sancita la possibilità di vinificare le uve Nebbiolo da Barbaresco nella zona di origine del Barolo. Tra le menzioni geografiche aggiuntive è stata aggiunta quella di Ronchi, che in un primo tempo non era stata recepita per questioni burocratiche. |


