Condividi
| LA DOCG PER IL RUCHE' |
|
|
|
|
Dopo l’Erbaluce di Caluso, un’altra denominazione piemontese entra nel club delle docg. A fine agosto il Ministero delle Politiche Agricole ha dato il via libera affinché anche il Ruchè di Castagnole Monferrato, vino che si potrebbe definire tranquillamente di nicchia, possa fregiarsi della denominazione d’origine controllata e garantita.
Estratto dalla proposta di disciplinare D.O.C. G del Ruchè di Castagnole Monferrato Uvaggio: almeno 95% di uve Ruchè. Possono concorrere entro il limite del 5% alla produzione di Comuni di produzione: Le uve devono essere prodotte nella zona di produzione conprendenti l’intero territorio dei seguenti comuni in provincia di Asti: Castagnole Monferrato, Grana, Montemagno, Portacomaro, Renfrancore, Scurzolengo e Viarigi. Resa : non superiore a 85q.li per ettaro. Con la menzione aggiuntiva “vigna” seguita dal relativo toponimo la resa non può superare i 76q.li per ettaro. La resa di uva in vino non deve esssere superiore al 70% per le seguenti tipologie: Per il Ruchè di Castagnole Monferrato “Passito” la resa non deve risultare superiore al 40%. Maturazione: I seguenti vini devono essere sottoposti ad un periodo di maturazione obbligatorio pari a: Gradazione alcolica minima complessiva: La gradazione minima al consumo deve essere:
|


