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| Cocido olè |
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CIBO E TRADIZIONE Il piatto principe della gastronomia madrilena, amato dai reali e dai nobili: lardo, chorizo, osso di montone con midollo, manzo, cosciotto di gallina, e tococ di prosciutto, vengono bolliti per ore insieme a ceci, patate, cipolla, carote e verza. Ecco dove degustarlo Cocido, olè!
Ve ne è una variante per ogni regione anche se è riconosciuto come il piatto tradizionale della gastronomia madrilena. Non parliamo di tapas né tanto meno di paella ma del cocido. Piatto povero amato dai reali e dai nobili, tanto che nei menu di palazzo datati fine 500 risulta un vero e proprio must, ogni volta variato secondo il gusto del signore. Il retaggio del cocido è cartaginese e nelle case oggi viene servito nelle domeniche d’inverno. Come in nessun altra pietanza la matrice culturale e storica che lega Spagna e Italia si evince nei suoi ingredienti in modo palese, perché si tratta proprio di un bollito di carni che ricorda tantissimo il piatto delle nostre giornate fredde. Lardo, chorizo (tipico insaccato speziato), osso di montone con midollo, manzo, cosciotto di gallina, e tococ di prosciutto, vengono bolliti per ore insieme a ceci, patate, cipolla, carote e verza. Potrebbe sembrare un piatto prettamente casalingo, a Madrid, il cocido però impera soprattutto nelle taverne. A differenza dei ristoranti, queste sono i luoghi della capitale dove vige intatto il costume gastronomico tradizionale spagnolo. Una in particolare è specializzata e conosciuta da tutti per i suoi cocidos che si consumano rigorosamente sedendosi sugli sgabelli ai suoi lunghi banconi di marmo bianco: la Taberna de la Daniela. Manuela Laiacona da www.cronachedigusto.it |



